A voi guerrieri che aggredite, subite o sfiorate la vita e vi sentite affaticati...Ristorate il vostro animo e recuperate le forze, la battaglia riprenderà ...
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Ben *loading* guerrieri si sono ristorati qui.
BUONE
FESTE
A TUTTI
I GENTILI LETTORI.

Considero valore ogni forma di vita,
la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finchè dura il pasto,
un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si e’ risparmiato,
due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varra’ piu’ niente,
e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua,
riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo,
accorrere a un grido,
chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordarsi di che.
Considero valore sapere in una stanza dov’e’ il nord,
qual’e’ il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo,
la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l’uso del verbo amare
e l’ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.
Erri de Luca, Opera sull’acqua e altre poesie, Einaudi, 2002.
Io vorrei aggiungere che considero valore ricordare ancora oggi il vero significato del Natale!...
"La realtà cristiana è il Mistero di Dio che è entrato nel mondo come una storia umana".
Luigi Giussani
TANTI AUGURI DI SERENO E PACIFICO NATALE!
"(...) Nathanaël si stupiva che questa gente, di cui non sapeva niente fino a un mese prima, occupasse adesso tanto posto nella sua vita, fino al giorno in cui ne sarebbe uscita, come era accaduto per la sua famiglia e per i vicini di Greenwich, per i compagni di bordo, per gli abitanti dell'Isola Perduta, i lavoranti di Elia e le donne della Judenstraat. Perché loro e non altri? Tutto accadeva come se, su una strada che non portava in nessun luogo in particolare, si incontrassero successivamente dei gruppi di viaggiatori, anch'essi ignari della loro meta, e li si incrociasse solamente per un breve momento. Altri invece vi accompagnavano per un piccolo pezzo di strada, per sparire senza ragione alla prossima curva, volatilizzati come ombre. Non si capiva perché questa gente si imponesse al vostro spirito, occupasse la vostra immaginazione, a volte persino vi divorasse il cuore, prima di rivelarsi per quello che era: dei fantasmi. Da parte loro, essi pensavano forse la stessa cosa di voi, sempre che fossero in grado di pensare a qualche cosa. Tutto ciò apparteneva all'ordine della fantasmagoria e del sogno. (...)"
(Marguerite Yourcenar, Un uomo oscuro da Come l'acqua che scorre, Ed. Einaudi Tascabili)
"Gli dedicavo un modo e un tempo esclusivamente mio, al quale attribuivo un'influenza calmante e persino educativa. Era un'usanza molto vecchia, in sé, un'usanza delle antiche balie e madri contadine, connessa al moto delle culle. Mentre lui non fu mai cullato: aveva dormito prima in una grossa cesta a ruote, e poi in un lettino di metallo. Consisteva nel sedermi accanto a lui e cantare lunghe nenie e canzoni, che risalivano alla mia infanzia paesana. Canzoni di soldati e di ubriachi, e di chiesa, anche. Tristissime; rese ancor più tristi dagli sbalzi di tono della mia voce non dolce né educata, alla quale mi impegnavo a dare le cadenze strazianti che mi avevano deliziata da bambina. Pareva che gradisse le mie nenie perché non le ricusò mai. Che lo facessero dormire non si poteva dire: Le sedute erano lunghissime, lui sempre con gli occhi sbarrati. Forse anzi lo tenevo sveglio in quel modo. Comunque non ci pensavo. Nessuno me lo rinfacciava, quel dominio era mio e mi bastava. Stordivo me stessa invece e mi alzavo di lì intontita e appagata con la sensazione di avergli comunicato qualcosa di importante. Forse l'amore per le zone oscure e reiette: nel caso che l'educazione cittadina e il mondo moderno in cui sarebbe vissuto potessero tenerlo troppo alla superficie. Forse per questo da ragazzo ascoltava alla radio le nenie arabe? E adesso è andato a bearsene sul posto. Ma mi sto vantando, temo."
(Lalla Romano, Le parole tra noi leggere, Edizioni Einaudi Tascabili)