A voi guerrieri che aggredite, subite o sfiorate la vita e vi sentite affaticati...Ristorate il vostro animo e recuperate le forze, la battaglia riprenderà...

Eccomi

Utente: claudiaz
Nome: Claudia
Affrontare al meglio la vita è la sfida più affascinante...

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Ben *loading* guerrieri si sono ristorati qui.

sabato, 31 gennaio 2009
E tutto il tempo è vicino, a portata di mano

Lucio Battisti

A portata di mano

da "L'apparenza", 1988, traccia n°. 1, testo di Pasquale Panella

Dicendo "Abbiamo tempo"

ci giri intorno

stemperi e riempi

come dire, centotré vasetti

di liquido con colore diluito

che certamente

è meno previdente

di una conservazione che alimenti

tutti i tuoi seguenti

spunti di appetito

sono fluidi a vedersi

c'è un piacere

anche perché qualcosa si nota che manca

e se ci fosse è come non avesse nome

abbiamo tutto il tempo

e poi il discorso prende una piega architettonica

nell'aria con le mani

si collega ai pianti rampicanti

all'euforia da giardino

ai pensili eccitanti

all'ornamentale destino

e tutto il tempo è vicino

a portata di mano

sul tavolino sul ripiano

su quanto ti è più caro

ma se cominciassimo

che ne dici

se entrassimo nel vivo

oltre la porta orale

saliamo a perpendicolo la scala

che nel buio si avvita

l'umido della parete nella mano

si asciuga sempre più

parete che d'acciughe sale su

nella rete in miniatura

saliamo dei gradini con le punte

eppure sconoscendo se calziamo un'epoca

una storia o una leggenda

in cui calati risalendo siamo

e l'anta si spalanca

dicendo "Abbiamo tempo"

tu intendevi dire il contrario

vedevi necessario che quanto vai inventando oggi

non te lo ritrovassi sempre vivido

tra i piedi tale e quale

esatto nel reale

con i particolari talmente precisi

un domani da non credere

che i fatti siano intrisi

di te così profondamente

così com'è com'è vero avvengano

in assenza di qualsiasi sostanza

volevi invece dire

"Prendi il tempo con me"

un po' interrogativa

mentre la mano offriva

"Abbiamo tutto il tempo

aroma di caffé."

Postato da: aware a gennaio 31, 2009 16:47 | link | commenti (2)
citazioni, pensieri, poesia, alla ricerca del tempo perduto, emozionarte

giovedì, 22 gennaio 2009
La nostalgia

   Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me

non dico che fosse come la mia ombra

   mi stava accanto anche nel buio

non dico che fosse come le mie mani e i miei piedi

   quando si dorme si perdono mani e piedi

e io non perdevo la nostalgia nemmeno durante il sonno

durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me

non dico che fosse fame o sete o desiderio

   del fresco nell'afa o del caldo nel gelo

era qualcosa che non può giungere a sazietà

non era gioia o tristezza non era legata

alla città alle nuvole alle canzoni ai ricordi

   era in me e fuori di me

   durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me

   e del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia.

 

(N. Hikmet, Poesie d'amore 1933/63, Mondadori, Milano, 1984, pag.94) 

Postato da: claudiaz a gennaio 22, 2009 14:36 | link | commenti (5)
citazioni, poesia, amore, dediche, amore e dintorni, nostalgic book, questa umanità

martedì, 20 gennaio 2009

AUGURI

DI BUON COMPLEANNO

AL

MIO PICCOLO PRINCIPE.

Postato da: claudiaz a gennaio 20, 2009 06:33 | link | commenti (2)
dediche, amore e dintorni

domenica, 18 gennaio 2009

 

Passammo poi nella scuola di lingue, dove tre accademici stavano a consulto sul mezzo di migliorar la lingua del paese.

Dapprima venne proposto di abbreviare il discorso riducendo i polisillabi a monosillabi ed eliminando i verbi e i participi: perchè, a veder le cose come stanno, tutte le cose immaginabili non sono che nomi.

Venne seconda la proposta di abolir del tutto ogni parola, e fu caldamente appoggiata come infinitamente vantaggiosa alla salute non meno che alla concisione.

E' chiaro, infatti, che ogni parola pronunziata ci logora in qualche modo i polmoni e, di conseguenza, contribuisce ad abbreviarci la vita. Fu dunque suggerito che, dato che ogni parola è semplicemente il nome di una cosa, sarebbe più conveniente a chiunque portarsi addosso tutte le cose necessarie a esprimere i particolari affari di cui vuol parlare. Tale ritrovato sarebbe stato accolto senz'altro con gran vantaggio della comodità e della pubblica salute, se le donne, d' accordo con il volgo e gli illetterati, non avessero minacciato una rivolta rivendicando la libertà di parlar con la  lingua al modo dei loro padri: il volgo è sempre stato nemico irriducibile della scienza. Tuttavia  parecchi fra i più dotti e i più saggi hanno aderito a questo nuovo modo di esprimersi attraverso le cose; unico suo inconveniente è che, se dobbiamo trattare affari complessi e di vario genere, siamo costretti a portarci sulla schiena una montagna di oggetti, a meno che non si possa disporre di due gagliardi servitori che ci aiutino. Ho spesso visto un paio di questi saggi quasi sommersi nel cumulo dei loro fagotti come i nostri merciai ambulanti; quando s' incontrano per via, metton giù il loro carico, aprono i sacchi e chiacchierano per un' ora; poi ripongono ogni cosa, si aiutano a vicenda a rimettersi in spalla il fardello e si salutano.

Ma per conversazioni brevi, si possono portare i vari oggetti in tasca o sottobraccio; e in casa propria, poi, nulla può mancare.Per questo le sale in cui si radunano coloro che praticano questo sistema son piene di cose messe lì sottomano e pronte a fornir materia a questa sorta di conversazione artificiale.

Altro gran vantaggio è che l'invenzione può servire come linguaggio universale, che può esser capito in tutte le nazioni civili le quali usano in genere suppellettili e utensili dello stesso genere o molto simili, così che facilmente si può capire il loro significato. In tal modo gli ambasciatori potrebbero trattare con principi o ministri stranieri senza conoscerne minimamente la lingua.

(Jonathan Swift, I viaggi di Gulliver; nome del traduttore ignoto, il brano è stato preso da Internet, non disponendo io al momento della mia copia del romanzo, che ho di recente prestato)

Postato da: aware a gennaio 18, 2009 14:19 | link | commenti (3)
citazioni, pensieri, umorismo, questa umanità

sabato, 10 gennaio 2009
Il fondamento della mancanza

[…] Tutti noi che abbiamo la fortuna di innamorarci prendiamo realmente coscienza della metamorfosi che si è prodotta quando usciamo da questa esperienza, ma tuttavia riusciamo a intuirla anche mentre la attraversiamo. Va detto però che ci vuole un po’ di coraggio, perché una promessa di completezza implica sempre anche il rischio di un fallimento. Può darsi che in quel particolare momento qualcosa ostacoli la mia metamorfosi e allora l’altro, dopo aver incarnato la “promessa vivente” della mia possibilità di divenire, può rappresentare la testimonianza vivente della mia impossibilità di trasformarmi. Questo è l’aspetto più inquietante, perché l’aver sentito anche per un attimo che potevamo essere diversi, l’esserci illusi che qualcosa poteva cambiare ci lascia un retaggio doloroso. E allora dobbiamo imparare a sopportare la privazione. Io penso che l’accettazione della mancanza sia un altro tratto strutturale della nostra esistenza. Tutta la nostra vita è una lotta per afferrare quel qualcosa che ci sfugge, e per poter lottare dobbiamo imparare a sentire sulle nostre spalle il peso dell’assenza dell’altro. Io credo che nessuna terapia, nessuna esperienza consenta di eliminare questo senso di vuoto che l’amore, illudendoci, ci promette di riempire. Quando crediamo che questo vuoto sia stato abolito, è probabile che stiamo ingannando noi stessi. Infatti, per quanto l’altro possa corrispondere al nostro desiderio inconscio, il bisogno di totalità è talmente smisurato che nessuna esperienza lo potrà colmare. Il destino strutturale della nostra vita è imparare a sopportare la privazione e anche la delusione della persona che ci è accanto: quale che essa sia, qualunque cosa possa rappresentare o aver rappresentato per me, esprime comunque un’assenza. […]

 

                                                                      

(Aldo Carotenuto, Eros e pathos. Margini dell’amore e della sofferenza, Tascabili Bompiani, Milano, 2008, pp. 39-40.)

Postato da: claudiaz a gennaio 10, 2009 09:32 | link | commenti (6)
citazioni, pensieri, amore e dintorni, questa umanità

domenica, 04 gennaio 2009
La cura

Postato da: claudiaz a gennaio 04, 2009 16:10 | link | commenti (11)
poesia, dediche, amore e dintorni