A voi guerrieri che aggredite, subite o sfiorate la vita e vi sentite affaticati...Ristorate il vostro animo e recuperate le forze, la battaglia riprenderĂ ...

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Utente: claudiaz
Nome: Claudia
Affrontare al meglio la vita è la sfida più affascinante...

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Ben *loading* guerrieri si sono ristorati qui.

giovedì, 30 aprile 2009
Eternità n°21

Questo gesto, quel gesto!

...Passa tra le mie idee,

come una ferrea mano

tra le farfalle.

Torce, dal dentro, la mia testa

e la gira, triste

pietra, verso il suo punto,

nel buio.

Mi toglie il sonno, e rende

così violento il mio risveglio,

che, all'aurora, il primo sole

batte sul mio cuore

come una roccia viva.

Oh questo gesto, che mai

saprò se era o no

così come io credo,

come non credetti mai!

(J.R.Jiménez, Eternità n.21 da Poesie d'amore, traduzione a cura di Claudio Rendina, Edizioni Grandi tascabili economici Newton, Roma, 1990.)

Postato da: claudiaz a aprile 30, 2009 21:32 | link | commenti (2)
citazioni, poesia, amore e dintorni, nostalgic book

domenica, 26 aprile 2009
Caparezza - Pimpami la storia


Benché in ritardo, posto questa divertente canzone di Caparezza come riflessione sul revisionismo storico, dettato dalla più profonda ignoranza e dalla più aberrante imbecillità nella mia generazione e in quelle ad essa immediatamente attigue, in questi giorni di riflessione sul 25 Aprile (non manca un riferimento all'evento nella canzone).

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Caparezza

Pimpami la storia

(da "Le dimensioni del mio caos", 2008)


Bella prof: che schifo Garibaldi, vestito dai saldi, peloso come Garfield!Via la camicia rossa ,e dagli una t-shirt Trussardi su jeans Cavalli! Sulla faccia lenti a goccia Ray Ban, e poi taglia la barba a ‘sta capoccia da Imam... un nunchaku da Jackie Chan gli dà più charme, ora si che Gary ch'ha i più fieri dei fan! Bella! Mondiale, la seconda guerra, ma su sto libro è dato che abbiamo ingoiato merda! E' regolare che non studia nessuno: scrivi "Italia batte resto del mondo 18 a 1." I campioni siamo noi, siamo noi perciò aggiungi "Po po po po po". Il capitano fa goal, bordello come i Gogol, storia XL non una small, pimpala! Questa è la storia prof, la vera storia prof, lo dice uno che se esce dal culo fa plof.

RIT:    Bella prof, pimpami la storia... che storia!

Si stava meglio quando si stava peggiorando, gli oppositori traditori peggio di Ronaldo. Non li mandavano al fresco di una cella ma al caldo dei Caraibi su navi di Jack Sparrow. Prof, il ventennio pimpamelo, scrivi che i partigiani quel tempo lo vissero di relax in pedalò, piedi nudi nei sabot, 25 aprile giorno dei caduti di Salò?!? Umberto di Savoia non andò via: ma che Repubblica, la gente vota monarchia! Non c'è partita tra re e democrazia: come mettere la PSP col Game Gear! E la costituzione è un CD con una traccia, l'ultima hit da spiaggia. Il nonno di Eminem minaccia: "Tutta l'Europa deve suonare il piano Marshall!" Questa è la storia prof, mi prende un sacco prof, tipo che quella di un cosacco di nome Popoff!

RIT.

Dalla mia storia cancella fricchettoni, con la spada nel braccio, non nel cuore, come Little Tony. Questi fattoni sempre sotto i riflettori... scrivi che gli hippy se ne stavano zitti e buoni.!Gli anni di piombo, le stragi, i sequestri: ma no, non mi interessano argomenti come questi! Io, di quei tempi,

voglio ricordare solo "La liceale nella classe e i ripetenti"! Così funziona e per fortuna fa trend,:il vecchio libro lo rottamo tipo Duna Weekend. Adesso serve un finale potente, che terrorizzi l'occidente più dell'urlo di Chen. Da qui in avanti, qualunque cosa succeda, scrivi che la colpa è di Al Qaeda. Me l'hai pimpata di brutto, prof: vedrai patiti della storia fin dalla scuola media! Questa è la storia prof, la vera storia prof: e non c'è niente da ridere, non è Zelig Off!

 

RIT.

Postato da: aware a aprile 26, 2009 02:09 | link | commenti (6)
citazioni, pensieri, umorismo, questa umanitĂ 

lunedì, 20 aprile 2009
Lucio Battisti - Confusione


Lucio Battisti

Confusione

da "Il mio canto libero", 1972, traccia n. 5


Tu lo chiami solo un vecchio sporco imbroglio,
ma è uno sbaglio:
è petrolio,
troppo furbo per non essere sincero,
ma è davvero
oro nero.

Io perché non dovrei dirti tutto quello che sento nel cuore?
Io perché non dovrei parlarti di tutto, anche di un nuovo mio amore?
Sei o non sei, sei o non sei al di sopra di ogni mia grande passione?

Confusione...
confusione... mi dispiace,
se sei figlia della solita illusione
e se fai confusione!
Confusione...
tu vorresti imbalsamare anche
l'ultima e più piccola emozione.

Se tu credi che il carbone bruci meglio,
è un abbaglio:
è petrolio.
Comunque, se ami più del fuoco il fumo di un cero,
non usare
l'oro nero.

Ma perché non dovrei liberare qualunque sentimento per chiunque sia?
Tanto, sai, io non ti sentirei certamente per questo meno mia?
Ma chi mai disse che si deve amar come se stessi il prossimo con moderazione?

Confusione...
confusione... mi dispiace,
se sei figlia della solita illusione
e se fai confusione!
Confusione...
tu vorresti imbalsamare anche
l'ultima e più piccola emozione.

Confusione...
confusione...

E non dir che antico privilegio d'uomo per mia comodità faccio mio ,
perché tu comunque libera saresti, se libera vuoi essere come sono io.
Credi che, ma credi che qualcuno possa darti amore, se dell'amore suo non è padrone?

Confusione...
confusione... mi dispiace,
se sei figlia della solita illusione
e se fai confusione!
Confusione...
tu vorresti imbalsamare anche
l'ultima e più piccola emozione.

Confusione...
confusione...

Postato da: aware a aprile 20, 2009 23:47 | link | commenti (4)
citazioni, pensieri, amore, consigli, amore e dintorni, pessimismo addio, questa umanitĂ , emozionarte

mercoledì, 15 aprile 2009
Vittorio Alfieri - Bieca, o Morte, minacci? E in atto orrenda


Bieca, o Morte, minacci? e in atto orrenda,
l'adunca falce a me brandisci innante?
Vibrala, su: me non vedrai tremante
pregarti mai, che il gran colpo sospenda.

       5Nascer sì, nascer chiamo aspra vicenda,
non già il morire, ond'io d'angosce tante
scevro rimango, e un solo breve istante
dè miei servi natali il fallo ammenda.

Morte a troncar l'obbrobbriosa vita
       10che in ceppi io traggo, io di servir non degno
che indugi omai, se il tuo indugiar m'irrita?

Sottrammi ai re, cui sol da orgoglio e regno
viltà dei più, ch'a inferocir gl'invita
e a prevenir dei pochi il tardo sdegno.

(Vittorio Alfieri, Rime, XVIII)

Bellissima espressione del celebre "titanismo" alfieriano, a mio parere.
Alfieri è uno di quegli autori che ho scoperto da solo, senza studiarli a scuola, e devo dire che mai ci fu scoperta più gradita.

Postato da: aware a aprile 15, 2009 00:56 | link | commenti (7)
citazioni, pensieri, poesia, questa umanitĂ , emozionarte

lunedì, 13 aprile 2009
Proclamare e verbi affini

...fassissstiii, comunissstiiii, drogattiii ! e spirò.

Furono queste qui le ultimissime parole dette da tristan tzarà prima di commiatarsi da questo piccolo mondo. Conclamare, proclamare, declamare, acclamare, furono questi verbi la costante della sua esistenza, verso il mondo che non voleva secondo lui capire. Il paradosso è che lui sapeva in cuor suo che il mondo capiva e che erano le persone a non comprendere per davvero. Colpa della tv forse.

Ma si può passare un'intera vita con queste solfe ? ha senso ?  

Postato da: tristantzara a aprile 13, 2009 16:20 | link | commenti (3)
pensieri

giovedì, 09 aprile 2009

Buone vacanze pasquali a tutti e in particolare agli sfortunati abruzzesi che hanno perso tutto, affetti e case.  Non è molto, ma questo blog esprime la propria comprensione e vicinanza a coloro che sono in difficoltà e stanno soffrendo.

Postato da: claudiaz a aprile 09, 2009 19:46 | link | commenti (6)
avviso, amicizia, saluti, dediche

lunedì, 06 aprile 2009
W. H. Auden - Funeral blues

FUNERAL BLUES

W. H. Auden


Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete i pianoforte, e tra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.

Incrocino aeroplani lamentosi lassù
e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano guanti di tela nera.

Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l'amore fosse eterno: e avevo torto.

Non servon più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l'oceano e sradicate il bosco;
perché ormai più nulla può giovare.


(Traduzione di Gilberto Forti)

FUNERAL BLUES

Stop all the clocks, cut off the telephone,
Prevent he dog from barking with a juicy bone,
Silence the pianos and with muffled drum
Bring out the coffin, let the mourners come.

Let aeroplanes circle moaning overhead
Scribbling on the sky the message He Is Dead,
Put crêpe bows round the white necks of the public doves,
Let the traffic policemen wear black cotton gloves.

He was my North, my South, my East and West,
My working week and my Sunday rest,
My noon, my midnight, my talk, my song;
I thought that love would last for ever: I was wrong.

The stars are not wanted now: put out every one;
Pack up the moon and dismantle the sun;
Pour away the ocean and sweep up the wood;
For nothing now can ever come to any good.

Non importa che un uomo abbia dedicato questa poesia a un altro uomo: resta comunque una stupenda elegia d'amore.

Postato da: aware a aprile 06, 2009 21:59 | link | commenti (8)
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venerdì, 03 aprile 2009
Primo monologo di Amleto


Oh se questa troppo, troppo solida carne
Potesse disfarsi, squagliarsi e sciogliersi in rugiada.
Oh se l’Eterno non avesse scritto
La propria legge contro il suicidio.
O Dio, Dio, come mi sembrano tediose,
Stantie, banali e senza profitto
Tutte le usanze di questo mondo!
Che schifo, che schifo! È un giardino non sarchiato
Che va in seme. A possederlo sono
Soltanto cose marce e grossolane.
Che si sia giunti a questo – morto
Appena da due mesi, ma no, non tanto,
Nemmeno due! Un re così eccelso,
Che era di fronte a questo un Iperione
Di fronte a un satiro; così amoroso con mia madre
Che ai venti del cielo non consentiva
D’essere troppo rudi nel toccarle il viso.
Cielo e terra, debbo ricordare?
Ma se lei pendeva da lui come
Se l’appetito crescesse con ciò che lo nutriva!
Eppure in un mese - non debbo pensarci.
Fragilità, il tuo nome è donna.
Un piccolo mese, o prima che diventassero
Vecchie le scarpe con cui seguì
Il corpo del mio povero padre come Niobe,
Tutta in lacrime, ebbene, proprio lei
O Dio, una bestia priva di ragione
Avrebbe tenuto il lutto più a lungo –
Sposata a mio zio, fratello di mio padre,
Ma non più simile a mio padre che io a Ercole.
Entro un mese, prima che il sale
Di falsissime lacrime avesse cessato
Di bruciarle gli occhi, lei si sposò.
Oh rapidità vergognosa! Precipitarsi
Con tanta furia dentro lenzuola incestuose!
Non è bene, né può portarne.
Ma spezzati, cuore, devo frenare la lingua
(Amleto, Atto I, Scena II)

Postato da: aware a aprile 03, 2009 20:57 | link | commenti (3)
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